Premio Nazionale “Giuseppe Giacosa Parole per la musica”
edizione 2011
assegnato a
VITTORIO DE SCALZI e NICO DI PALO dei NEW TROLLS
e per la sezione "Le Nuvole" a
PIPPO POLLINA
Cerimonia di consegna
a Colleretto Giacosa (TO) - Parco di Villa Soleil
Domenica 11 Settembre 2011
ore 17.00
Scheda evento
Premio nazionale
“Giuseppe Giacosa - Parole per la musica”
Per l'edizione 2011 il Premio verrà consegnato a
Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo
dei New Trolls
e per la sezione Le Nuvole a
Pippo Pollina
La cerimonia di consegna
avverrà a Colleretto Giacosa, nei pressi di Ivrea,
domenica 11 settembre alle ore 17
nel parco di Villa Soleil.
Introdurranno la cerimonia Paola Gamba, sindaco di Colleretto Giacosa
e Giacomo Bottino, ideatore del Premio e direttore artistico de la terza isola.
Condurrà il dialogo con i premiati
Franco Vassia, critico musicale e scrittore.
L’ingresso alla cerimonia di premiazione è libero.
Al termine della cerimonia Cena a buffet
del Ristorante “il Ritrovo dei Poeti” – Villa Soleil
a cura di Slow Food
Per Prenotare la cena: Villa Soleil Tel. 0125-669022 dopo le ore 17
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Villa Soleil, Via della Cartiera, 13/15 – Colleretto Giacosa
In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà al
Bioindustry Park “Silvano Fumero”
Via Ribes, 5 - Colleretto Giacosa
I vincitori dell’edizione 2011
Anche quest’anno i nomi dei vincitori sono una garanzia di qualità artistica e culturale così alta, da meritare il Premio già di per sé.
Polistrumentista e cantante, Vittorio De Scalzi (Genova, 1949) è uno dei fondatori dei New Trolls.
Dopo l’esperienza de I Trolls, insieme con Pino Scarpettini, che si sciolse nel 1967, De Scalzi si impone con il 45 giri Dietro la nebbia, che scala le classifiche.
Fonda una nuova formazione, i New Trolls, e con questi getta le basi per una proficua carriera, caratterizzata sin dall'inizio dall'intento di concentrarsi su un repertorio inedito originale, evitando di proporre cover di artisti stranieri, come ancora si usava all'epoca. Componenti del gruppo sono, oltre a De Scalzi, Nico Di Palo (chitarre), Gianni Belleno (batteria), Giorgio D'Adamo (basso) e Mauro Chiarugi (tastiere).
Nel 1968 esce Senza orario senza bandiera: è il loro primo album, che vanta la collaborazione di Fabrizio De André su testi del poeta genovese Riccardo Mannerini.
Sempre nel ‘68, insieme al gruppo, apre i concerti della tournée italiana dei Rolling Stones e suona in jam session, che rimarrano negli annali, con artisti del calibro di Stevie Wonder.
In collaborazione con Sergio Bardotti e Luis Bacalov (premio Oscar per la colonna sonora de Il Postino, 1996) contribuisce alla nascita del famoso Concerto Grosso per i New Trolls, una geniale fusione tra la musica rock e quella barocca (registrato dal vivo a Trieste in Piazza Unità d'Italia, davanti a ventimila persone, con orchestra sinfonica e una cantante lirica).
Contemporaneamente si impegna nel lavoro di ricerca sulla musica popolare genovese, da cui scaturisce nel 2008 un disco di canzoni dal titolo Mandilli (fazzoletti), intriso di suoni mediterranei.
Vanta collaborazioni con grandi autori (De Andrè, Bindi, Dalla, Zero, Fossati, Baglioni) ed affermate artiste (Vanoni, Mina, Oxa, Bertè).
Nella sua lunga carriera, ha partecipato a ben otto Festival di Sanremo.
Dopo lo scioglimento del gruppo, fonda La Storia New Trolls e con i suoi nuovi compagni di viaggio mantiene vivo il repertorio e la tradizione strumentale e vocale di un gruppo, entrato di diritto nella storia del rock italiano.
Alla fine del 2006 si ritrova con Nico Di Palo per dare vita a La Leggenda New Trolls, cui prendono parte anche Gianni Belleno e Giorgio D'Adamo.
In questo stesso ambito, Domenico Di Palo, detto Nico (Genova, 1947) spicca per il suo fondamentale contributo alla storia e al mito del rock italiano.
Considerato, per espressività e strabiliante virtuosismo, uno migliori chitarristi rock europei, è altresì un cantante dalla voce inconfondibile per la notevole estensione verso i toni alti.
Di estrazione hard rock - genere musicale da lui prediletto - ha in seguito toccato vari generi, grazie alla sua straordinaria tecnica strumentale.
Sezione Le Nuvole
Dopo aver introdotto nel 2008, accanto al Premio principale, la sezione Grandi Interpreti, per l’edizione 2011 si è pensato di varare una nuova sezione singolarmente denominata Le Nuvole, con l’obiettivo di segnalare e valorizzare nuovi autori di parole per la musica.
La denominazione deriva da una novella di Giacosa, intitolata, per l’appunto, Le nuvole, un testo dalla scrittura sospesa e rarefatta; una dichiarazione d’amore, misteriosa e appassionata, per la natura e la montagna: “Le nuvole sono mie vicine di casa. Qualche volta… salgo io a trovarle, qualche volta scendono esse a rendermi la visita… Posso parlare in coscienza di esse: ci sono stato tante volte!... Le ho lasciate venire a me… fissandole inconsapevolmente ed aiutandomi esse ad internarmi nei miei pensieri. Così la mente va lontano, lontano e vede cose non pensate dai savi e non registrate nei libri…”.
In questo senso, trovare, scoprire talenti più appartati o meno appariscenti o della generazione più giovane, rappresenta un’apertura non solo metaforica a chi, come le nuvole, è sospinto da venti sempre nuovi, si fa portatore di slancio vitale ed energia rigenerante e induce a immaginare paesaggi lontani e prospettive ancora inesplorate.
Cantautore gentile ma dall’enorme coraggio, artista legato alla sua terra ma dotato di un animo cosmopolita, Pippo Pollina da alcuni mesi è tornato a riproporsi all’attenzione del pubblico italiano, reduce da una carriera più che ventennale nei paesi di lingua tedesca.
Dopo aver contribuito a fondare gli Agricantus e dopo aver lavorato ne I Siciliani giovani, allegato dell’omonimo storico giornale diretto da Giuseppe Fava, decide di allontanarsi dall’amata Sicilia e vaga per l’Europa, lavorando come musicista di strada. Fino a quando il destino lo porta a incontrare artisti e manager che lo aiuteranno ad emergere. Grazie a loro, il sogno di Pippo Pollina diventa una realtà fatta di melodie senza tempo, di versi impregnati di mito e poesia, di rabbia e speranza. Canzoni come Versi per la libertà e Centopassi o produzioni come Ultimo volo sono “un fascio di luce puntato su inquietanti squarci di realtà”.
Franco Vassia, giornalista e scrittore che ha recentemente pubblicato (in italiano e in tedesco) una mirabile biografia del cantautore, lo descrive come un “novello Don Chisciotte armato di chitarra” e di un’incrollabile volontà unita all’approccio da sognatore.





















































































