la terza isola
associazione culturale

 

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Martina Collini

riprese fotografiche
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Monica Guerritore

Senso

Castello di Torre Canavese
Venerdì 27 Maggio 2011 ore 21
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Senso

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Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Backstage: Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Backstage: Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore Backstage: Senso - “avevo sposato il mare…avevo bisogno…di amare” con Monica Guerritore

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Scheda evento

Considerato tra i racconti più intensi e suggestivi dell’Ottocento italiano, Senso, edito nel 1883, deve la sua notorietà al mitico film di Luchino Visconti del 1954.

Per come venne concepito e scritto – un monologo ad alta temperatura drammatica e con risvolti ed effetti sorprendenti – sembra già di per sé destinato alla scena: una donna (la contessa Livia Serpieri) si confessa senza veli, con un autocompiacimento cinico e crudele, appena attenuato dall’espediente narrativo del diario o, per usare la definizione di Boito, dello “scartafaccio segreto”. Ripercorre così la sua giovanile passione amorosa, totale e devastante, per un tenente austriaco (il bellissimo e vile Remigio Ruz) con un piglio da batticuore, una sincerità così esibita ed estrema da sconfinare talvolta nel masochismo.
Una rappresentazione moderna e spregiudicata della femminilità, che ha pochissimi paragoni nell’Italia letteraria di quel tempo.
Il Risorgimento sta sullo sfondo; in primo piano non vi sono le congiunture e gli ideali politici dell’epoca, ma i sentimenti disperati di un’anima inquieta, sconvolta da un amore fatale.
Tuttavia, il ritratto che ne vien fuori non è di una donna pre-dannunziana: non è una divoratrice di uomini, ma semmai una creatura sperduta nel labirinto psicologico dell’erotismo.

Di tutto questo magma emozionale si rese ben conto Visconti, che tuttavia immise questa tipica vicenda di amour fou in una trama quasi del tutto reinventata, dove l’epopea del grande affresco storico e il fascino irresistibile del melodramma ritornano protagonisti alla grande.
Eppure la novella di Boito ha il dono di un’originalità che, a più di un secolo dalla sua pubblicazione, si mantiene intatta, anche per il paesaggio in cui si svolge: fra Trento, Venezia e Verona, in pieno Impero asburgico, tanto da sembrare un scheggia di Mitteleuropa piantata nel cuore del romanticismo italiano. 

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Daniele Salvo, Melania Giglio, Gianluigi Fogacci, Franca Penone

"in un volto che ci somiglia... Viaggio nella Costituzione

Salone Alladium di Agliè
Mercoledì 1 giugno 2011 ore 21
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"in un volto che ci somiglia... Viaggio nella Costituzione

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"in un volto che ci somiglia... Viaggio nella Costituzione

Scheda evento

Il desiderio di far conoscere e far amare il testo che raccoglie e formula i valori costitutivi della nostra democrazia, ha ispirato questo progetto che ha l’ambizione di presentare e soprattutto rappresentare la Costituzione nella sua essenza: la volontà di un popolo che, dopo lacerazioni drammatiche, ritrova nella dialettica tra visioni del mondo diverse e talora contrapposte, la sola via per non cessare di essere una nazione.
In questo senso, la storia dell’Italia repubblicana, frutto di una creatività istituzionale capace di avvicinare gradualmente lo Stato alle trasformazioni della realtà sociale, rappresenta il luogo di scontro e di mediazione tra molteplici culture e piani di vita. Una Repubblica che inizia con la fine della guerra civile delle armi e che diventa palcoscenico
di quella “guerra civile dell’anima”, che ha diviso ideologicamente e ancora divide gli italiani.
Ragionare sulla Costituzione significa allora intraprendere un viaggio alle fonti del liberalismo e della democrazia, ben sapendo che quella del viaggio é un’esperienza fondamentale della politica moderna: basti pensare al viaggio nelle istituzioni americane di Tocqueville o a quello elettorale di De Sanctis o al viaggio in motocicletta del giovane Ernesto
Guevara, per non dire del viaggio elettorale di Günther Grass, al seguito di Willy Brandt, nella Germania della guerra fredda e dell’Ostpolitik. E ancora Carlo Levi, con il suo andare per città e campagne, attraverso le “mille patrie” della penisola, a ritrovare “nell’aspetto dell’Italia, non soltanto le infinite realtà particolari, le innumerevoli vite individuali e il tessuto dell’esistenza, ma tutta la memoria in un volto che ci somiglia...".


Lo spettacolo ha debuttato il 27 luglio 2007 a Bologna, in una piazza Santo Stefano gremita e commossa. Il 23 dicembre è stato trasmesso, in versione radiofonica, su RadioUno Rai. Il 28 dicembre è andato in scena, nuovamente nella sua veste teatrale, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il 1° febbraio 2008 ha debuttato in TV, su Rai 2, come apertura televisiva delle celebrazioni per il 60° anniversario della Carta costituzionale e ha vinto il premio Persefone 2008 per il miglior spettacolo di teatro televisivo dell'anno.

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Franco Vassia

Abitare il Sogno. Vita e musica di Pippo Pollina.

Candia Canavese - Chiesa di San Michele
Giovedì 4 agosto ore 21
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Abitare il Sogno. Vita e musica di Pippo Pollina.

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Abitare il Sogno. Vita e musica di Pippo Pollina.

Scheda evento

Travolto, da piccolo, da un'auto in corsa mentre va a recuperare un pallone, Pippo passa giorni fra la vita e la morte e, durante la lunga riabilitazione, si innamora perdutamente della musica. Più grande, fonda insieme ad amici gli Agricantus e si impegna nel sociale collaborando al mensile I siciliani, fino all'assassionio del direttore Giuseppe Fava. Un episodio drammatico che dà la spinta definitiva a Pippo di trovare una strada lontana dalla sua Palermo. lascia l'Italia a metà anni 80 per fare il busker, vivendo degli spiccioli che gli lasciano i passanti delle piazze di mezza Europa. L'incontro casuale col cantautore elvetico Linaro Bardill è il primo stimolo a proporre le sue canzoni ad un pubblico diverso da quello delle piazze.
Presto Pollina lascerà la strada per approdare ad una notorietà sempre più ampia in Svizzera, Germania e Austria. Solo nel 1998 decide di ritentare la carta italiana, non senza fatica e bastoni fra le ruote.
Quella di Franco Vassia non è una biografia. Privo di dichiarazioni virgolettate, il libro è scritto come un romanzo talmente appassionante, nelle cose belle e in quelle brutte (dove non si ha paura di fare nomi e cognomi, anche di artisti italiani), che potrebbe essere il tema di un film.
A dimostrazione della stima che circonda Pollina, Franco Battiato e l'ex magistrato Gian Carlo Caselli scrivono le introduzioni di un volume degnamente suggellato da una ricca galleria fotografica e il dvd del concerto sul mistero della strage di Ustica.
(Mario Giammetti)

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Le Voci del Tempo

So Much Younger Than Today. Viaggio nell'Italia di Gigi Meroni

Candia Canavese - Chiesa di Santo Stefano
Venerdì 5 agosto ore 21
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So Much Younger Than Today. Viaggio nell'Italia di Gigi Meroni

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So Much Younger Than Today. Viaggio nell'Italia di Gigi Meroni

Scheda evento

Calciatore, pittore, stilista, ragazzo a spasso con una gallina per Torino. Una stella che ha brillato per poco e non ha tuttavia smesso di far parlare di sé. Il “quinto beatle” che dal Genoa passò al Torino, facendo innamorare i tifosi non soltanto granata. Nel mondo tradizionalmente conservatore del pallone, Meroni fu un artista, un giocoliere che scardinò abitudini e cliché con risolutezza e candore. Che rifiutò la nazionale per non tagliarsi i capelli, e sfidò l’Italia per cui convivere con una donna già sposata era impensabile.
Gigi Meroni è uno dei simboli di una generazione che aveva in dote la fantasia. Nel suo dribbling come nei suoi dipinti, sport e arte, gioco e impegno si mescolano per sempre, contaminandosi reciprocamente. Musicalmente travolgenti, Mario Congiu e Mao eseguono brani dei Beatles, sostenendo Marco Peroni nel suo racconto.

Quello delle Voci Del Tempo è un progetto davvero singolare nel panorama degli spettacoli teatrali costruiti con la musica: Marco Peroni, Mario Congiu e Mao Gurlino salgono sul palco e si contaminano a vicenda, intrecciano i loro linguaggi, utilizzano le canzoni come strumento privilegiato per descrivere il cambiamento culturale del Paese.

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The Gang in concerto

Candia Canavese - Chiesa di Santo Stefano
Venerdì 23 settembre ore 21
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The Gang in concerto

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The Gang in concerto

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I The Gang, rappresentano il cuore e l'anima della storia popolare italiana e del combat rock. Le loro canzoni (di resistenza partigiana, di lotta, in difesa del lavoro) sono la testimonianza di un tempo che neppure il vuoto culturale degli ultimi vent'anni è riuscito a cancellare.
I risvolti politico-sociali sono la vera peculiarità del gruppo e la musica che li sostiene è dura, diretta e senza fronzoli.
"Crediamo che le canzoni, quando nascono come cultura e non in modo artificiale, siano strumenti di sopravvivenza, di liberazione personale e politica. Proprio oggi, di fronte a un’omologazione planetaria dei linguaggi, al “villaggio globale”, osserviamo la presenza di modelli musicali e culturali di resistenza e opposizione. Non si tratta di fenomeni di revival o folclore, ma di forme culturali che consentono di intessere un rapporto con il proprio passato è, nello stesso tempo, definiscono un’identità per il presente. Venendo al rock, occorre che oggi superi la sua collocazione subculturale nei limiti dell’adolescenza: musica e forma espressiva di una categoria sociale transitoria. Soprattutto oggi che tale categoria ha perso la rilevanza culturale, politica e sociale che aveva negli anni Sessanta. I Gang stanno dentro questo processo di trasformazione del rock e cercano di farsi portavoce della realtà sociale in cui vivono."

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Mario Brusa

‘N po’ da sì ‘n po’ da lì ‘n po’ da là

Candia Canavese - Chiesa di San Michele
Domenica 25 settembre ore 21
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‘N po’ da sì ‘n po’ da lì ‘n po’ da là

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‘N po’ da sì ‘n po’ da lì ‘n po’ da là

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Partendo da testi in antico volgare pedemontano, risalenti all’XI e al XII secolo, questo spettacolo si presenta come una carrellata interessante e divertente, attraverso un contesto letterario e poetico piuttosto inesplorato, eppure  ricco di valori che vanno ben oltre i confini regionali.
La  letteratura in piemontese annovera grandi scrittori, come l’astese Giovan Giorgio Alione, cui si devono all’inizio del ‘500 sapide farse; Ignazio Isler, autore settecentesco di canzoni satiriche; Ignazio Avventura, giacobino ante litteram, ed Edoardo Ignazio Calvo, il medico che compose allegorie in versi contro l’oppressione di classe e la dominazione straniera.
Nel primo Ottocento il grande nome è quello di Angelo Brofferio, le cui canzoni, toccanti e impegnate, sono ancora oggi eseguite; nella seconda parte del secolo si assiste alla nascita e al trionfo del teatro in piemontese (Le miserie ‘d Monsù Travet di Vittorio Bersezio non ne è che l’apogeo), al diffondersi della narrativa in lingua regionale (ad esempio, i romanzi Don Pipeta l’asilé e Lucio dla Veneria di Luigi Pietracqua) e al sorgere di giornali in piemontese (il più famoso e longevo fu ‘L Birichin).
Con Alberto Viriglio si afferma, al tramonto degli ideali risorgimentali, un genere di poesia spicciola e terragna, ma di lì a poco la poesia in piemontese manifesta – con Amilcare Solferini e Alfonso Ferrero – una rinnovata qualità artistica. Comincia intanto a pubblicare i suoi versi anche Nino Costa, che diventerà famosissimo, ed esce il primo libro di poesie di Pinin Pacòt, che nel 1927 fonda una rivista, Ij Brandé (gli alari) destinata a svolgere un ruolo determinante nell’arte e nella cultura della nostra regione.
Insomma, queste alcune delle tappe di un’escursione poetica, che darà la soddisfazione di scoperte inattese.

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