"in un volto che ci somiglia..."
viaggio nella Costituzione
Non solo sulla Carta: lo spettacolo teatrale che diventa anche radio e tv.
A teatro, in radio, in televisione: lo spettacolo “in un volto che ci somiglia…” – viaggio nella Costituzione, diventa l’evento centrale delle celebrazioni dei 60 anni della Costituzione.
Ha debuttato il 27 luglio 2007 a Bologna, in una piazza Santo Stefano gremita e commossa. Il 23 dicembre è stato trasmesso, in versione radiofonica, su RadioUno Rai. Il 28 dicembre è andato in scena, nuovamente nella sua veste teatrale, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il 1 febbraio 2008 ha debuttato in TV, su Rai 2, come apertura televisiva delle celebrazioni per il 60° anniversario della Carta costituzionale.
Uno spettacolo che va oltre il teatro, un ipertesto che dimostra la sua versatilità anche nell’avvicendarsi di grandi interpreti: Monica Guerritore, Umberto Orsini, Massimo Popolizio, e prima ancora Paola Cortellesi e Luca Zingaretti.
Un vero e proprio prodotto multimediale.
Il progetto
Il desiderio di far conoscere e far amare il testo che raccoglie e formula i valori costitutivi della nostra democrazia, ha ispirato questo progetto che ha l’ambizione di presentare e soprattutto rappresentare la Costituzione nella sua essenza: la volontà di un popolo che, dopo lacerazioni drammatiche, ritrova nella dialettica tra visioni del mondo diverse e talora contrapposte, la sola via per non cessare di essere una nazione.
In questo senso, la storia dell’Italia repubblicana, frutto di una creatività istituzionale capace di avvicinare gradualmente lo Stato alle trasformazioni della realtà sociale, rappresenta il luogo di scontro e di mediazione tra molteplici culture e piani di vita. Una Repubblica che inizia con la fine della guerra civile delle armi e che diventa palcoscenico di quella “guerra civile dell’anima”, che ha diviso ideologicamente e ancora divide gli italiani.
Ragionare sulla Costituzione significa allora intraprendere un viaggio alle fonti del liberalismo e della democrazia, ben sapendo che quella del viaggio é un’esperienza fondamentale della politica moderna: basti pensare al viaggio nelle istituzioni americane di Tocqueville o a quello elettorale di De Sanctis o al viaggio in motocicletta del giovane Ernesto Guevara, per non dire del viaggio elettorale di Günther Grass, al seguito di Willy Brandt, nella Germania della guerra fredda e dell’Ostpolitik. E ancora Carlo Levi, con il suo andare per città e campagne, attraverso le “mille patrie” della penisola, a ritrovare “nell’aspetto dell’Italia, non soltanto le infinite realtà particolari, le innumerevoli vite individuali e il tessuto dell’esistenza, ma tutta la memoria in un volto che ci somiglia...".