di Maurizio Crozza, Vittorio Grattarola
Alessandro Robecchi, Andrea Zalone
con Maurizio Crozza
musicista in scena Silvano Belfiore
ITC 2000
Maurizio Crozza torna in teatro con un nuovo spettacolo, che ha al centro il nostro Paese, i suoi protagonisti e le sue vittime. Una fenomenologia contemporanea graffiante e mutevole, che segue giorno per giorno l’evolversi malinconico delle notizie.
Monologhi, musiche, personaggi celebri e non, in un affollarsi di storie che raccontano un’Italia che non vedremo mai in televisione.
“Siamo un paese di « fenomeni ». Riusciamo a fare solo le cose difficili… le cose facili ci annoiano...". Per non parlare delle domande e dei problemi che ci poniamo: “L’elettromagnetismo ci spiega perché un magnete attira il metallo, ma la scienza non sa perché l’ombelico attira i pelucchi di lana”: Così parlò Zichichi, secondo Crozza.
marco travaglio promemoria. 15 anni di storia d'Italia
ai confini della realtà
di e con Marco Travaglio
musiche originali di Valentino Corvino
eseguite dal vivo da C-Project:
Valentino Corvino (violino, elettronica)
Fabrizio Puglisi (tastiere, sintetizzatori)
scene e costumi di Rosanna Monti
luci di Stefano Delle Piane
regia di Ruggero Cara
PROMO MUSIC
Un promemoria per non dimenticare, proposto da un giornalista che, come ha detto Indro Montanelli, “non uccide nessuno con il coltello, ma usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio”.
In un paese che dimentica con facilità la sua storia, far riaffiorare il ricordo di eventi rimossi nel giro di pochi anni costituisce già in sé un atto eversivo.
In questo spettacolo Travaglio, che si rivela anche sulla scena teatrale, straordinario narratore, fa ampio ricorso alla sua tagliente, feroce ironia, quello stile corrosivo che è ormai il tratto inconfondibile del suo lavoro di giornalista. Ma l’autore non rivendica a sé tutti i meriti: “I testi sono miei. Le battute migliori sono dei politici”. Un teatro civile, insomma, in cui sembrano riecheggiare le parole di Milan Kundera: “La lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio”.
enrico brignano recital "sono romano ma non è colpa mia"
di e con Enrico Brignano
e con Mario Scaletta
musiche di Armando Trovajoli
eseguite dall’Orchestra diretta da Federico Capranica
ARTIFEX
Reduce dallo strepitoso successo teatrale e televisivo, Enrico Brignano torna sul
palcoscenico con uno show che dà voce a sentimenti, emozioni, riflessioni ad alta
voce, ricordi di famiglia…a dire il vero, di una famiglia allargata che, risalendo di nonno
in nonno, arriva fino a nonno Romolo, primo re di Roma. Fuori dal nido degli affetti
familiari, anche di quelli più lontani nel tempo, ce n’è per tutti, nessuno escluso.
Nei suoi esilaranti monologhi, Brignano mette alla berlina vizi e virtù, paure e manie
degli italiani. Ma per fortuna, di fronte alle nevrosi e alla moralità un po’ così così dei
nostri giorni, viene in soccorso, anzi in “pronto soccorso”, la risata: come un sorso
d’acqua fresca, capace di far mandare giù e dimenticare, almeno per un attimo,
qualsiasi boccone amaro.
musica di Pëtr Il’ič Čaikovskij
coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov
BALLETTO FESTIVAL DI MOSCA
Il Moscow Festival Ballet è stata la prima Compagnia di danza indipendente fondata a Mosca, da Maris Liepa e Sergei Radchenko, alla fine degli anni Ottanta, durante il periodo della perestroika, quando molti dei grandi ballerini e coreografi dell’Unione Sovietica iniziarono a sviluppare un percorso autonomo di ricerca e sperimentazione, anche al di fuori del balletto tradizionale, accogliendo gli esiti e gli sviluppi più recenti e innovativi della danza mondiale.
Di questa importante Compagnia, composta da oltre cinquanta ballerini cresciuti nelle grandi scuole di danza di Mosca e San Pietroburgo, è direttore artistico Sergei Radchenko, ex stella del Bolshoi, che ha voluto sviluppare e ampliare il repertorio di tradizione, concentrandosi nella ricerca di nuovi talenti.
di Lella Costa, Massimo Cirri, Giorgio Gallione
con Lella Costa musiche di Stefano Bollani
scena e videografica di Paolo Bazzani
costume di Antonio Marras
luci di Marco Elia
regia di Giorgio Gallione
Irma spettacoli
Lella Costa continua a seguire alcuni fili di narrazione, che la riportano agli amati Shakespeare, Eliot, Calvino.
E proprio da un racconto di Calvino, L’altra Euridice, prende forma questo nuovo spettacolo: la storia di un mito lontano, eppure così prossimo alla sensibilità contemporanea, di una donna che, sotto lo sguardo protettivo e vagamente ottuso di un uomo assai potente - un dio, nientemeno, che proprio non se ne fa una ragione - si ostina a voler abbandonare la sicurezza di una casa, per avventurarsi nelle “lande desolate del fuori”.
Euridice e le altre, nei secoli, protagoniste o testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, formidabile struggente accanimento terapeutico, che tiene in vita il futuro.
libretto e coreografie di Adrian Aragon e Erika Boaglio
musiche di Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Francisco Canaro
regia di Adrian Aragon
PASIONES COMPANY
Una delle più celebri Compagnie del mondo in uno spettacolo elegante e di straordinario impatto emotivo, che incarna la definizione che Jorge Luis Borges diede del tango: “Un pensiero triste che si balla”. Triste sì, come se i due ballerini fossero due solitudini che si incontrano e si avvinghiano, pur rimanendo tali. Eppure quanta sensualità, quanta effervescenza erotica!
Incise nel vinile della nostra anima, nutrimenti sonori della nostalgia, del rimpianto, della passione perdutamente difesa e fatalmente sconfitta dalla prosa del quotidiano, le musiche di Piazzolla, Gardel e Canaro sono anche una via per riconquistare, in un eterno ritorno, l’attimo fuggente invocato da Faust: “Fermati, sei bello!”.
Nel tango non c'è abbandono, c'è un intersecarsi di domande e risposte: un passo chiama, un altro insegue, uno blocca, uno scavalca, uno provoca, uno sfugge. E in questa sequenza di avanzamenti e indugi, che solo chi è consapevole di dover abbandonare il paradiso terrestre può eseguire ad arte (non potrebbero essere stati Adamo ed Eva i primi tangueros?), il pensiero triste che si balla suscita un’emozione senza fine.